Prigioniera di Teheran
Traduzione di
Lucia Dianella
genere
Politica, attualità e inchieste
numero di pagine
336
formato
Brossura fresata con alette
ean
9788867029877
prezzo
19,00 €
In libreria dal
25/08/2026

Prigioniera di Teheran

di Marina Nemat

Teheran 1982. In una fredda sera di gennaio, due “guardiani della rivoluzione” fanno irruzione nella casa di Marina Nemat per arrestarla. Ha appena sedici anni e, da quel momento, la sua vita precipita in un abisso di paura e sofferenza. Sino ad allora, la sua esistenza era simile a quella di molte sue coetanee: i giochi nei parchi, le vacanze sul mar Caspio, le preghiere nella chiesa del quartiere, l’affetto di una nonna speciale. Poi l’adolescenza, i primi turbamenti del cuore e il grande amore per Andre. Nel frattempo, però, la rivoluzione ha sconvolto il Paese e il regime dell’ayatollah Khomeini ha imposto un rigido controllo sulla società: velo obbligatorio per le donne, censura della musica e dei libri occidentali, limitazioni alle libertà individuali. Un clima di repressione che si insinua nella quotidianità di milioni di persone. Senza comprenderne davvero il motivo, Marina viene rinchiusa nella prigione di Evin, il famigerato carcere politico di Teheran, dove subisce interrogatori e torture sino alla condanna a morte. Ma quando tutto sembra perduto, accade l’impensabile. Davanti al plotone di esecuzione, la sentenza viene commutata in ergastolo grazie all’intervento di una guardia carceraria. Il prezzo da pagare è altissimo: la conversione all’Islam e un matrimonio imposto. Costretta a vivere accanto all’uomo che è insieme il suo carceriere e il suo salvatore, Marina cerca di resistere e di dare un significato alla nuova realtà che la circonda. Ma nulla potrà più tornare come prima: gli anni trascorsi a Evin hanno lasciato in lei cicatrici indelebili, destinate a cambiare per sempre il suo sguardo sul mondo.
Una straordinaria testimonianza di sopravvivenza, coraggio e resilienza, sul prezzo della libertà, il peso della memoria e la forza necessaria per rinascere dopo l’orrore.