- Traduzione di
- Claudia Acher Marinelli
- genere
- Psicologia e filosofia
- numero di pagine
- 192
- formato
- Brossura fresata con alette
- ean
- 9788867029358
- prezzo
- 18,00 €
- In libreria dal
- 17/07/2026
In questo saggio il filosofo spagnolo Juan Evaristo Valls Boix sostiene e promuove, con coraggio e rigore argomentativo, il “diritto alle cose belle”. Rifacendosi ai più grandi pensatori della Storia, l’autore sottolinea il valore della “dis-occupazione”, intesa come la possibilità di sottrarre tempo ed energie alle esigenze della produttività per dedicarli alle attività che danno un significato autentico alla vita. Da questa prospettiva prende forma il concetto di “diritto inoperoso”, vale a dire il diritto a vivere esperienze che favoriscono il benessere della mente e del corpo, arricchiscono la dimensione interiore e si sottraggono alla logica della prestazione. Secondo lo studioso, la qualità di una società civile si misura anche dalla sua capacità di garantire a tutti spazi di libertà dal lavoro e dalla pressione della performance. Quando questa libertà è un privilegio riservato a pochi, è il potere economico a stabilire chi può davvero decidere come usare il proprio tempo. Tuttavia, immaginare un mondo diverso dal modello attuale non basta: è necessario che le istituzioni si attivino con misure adeguate per difenderlo e costruire un’alternativa concreta di società. In questo senso, se l’esperienza estetica apre nuove possibilità di vita, il diritto può contribuire a tutelarle. Ed è appunto in quest’ottica che l’autore afferma il valore politico dell’ozio, della lentezza e della condivisione. «Non c’è una vita degna di questo nome senza la pigrizia, non c’è vera libertà che non sia una libertà inoperosa. Conosco la bellezza soltanto sotto forma di sbadiglio.»