- Traduzione di
- Federica Garlaschelli
- genere
- Narrativa generale
- numero di pagine
- 208
- formato
- Cartonato fresato con sovraccoperta
- ean
- 9788867029457
- prezzo
- 16,80 €
- In libreria dal
- 13/03/2026
Giaffa, 1925. Sabiha e Ahmed vivono in un angolo di Mediterraneo profumato di sole e zagare, dove ogni giorno sembra promettere un futuro luminoso. Aprono un piccolo cinema, un tempio di sogni e commozione davanti ai film con Shirley Temple, e fanno crescere i figli in una bella casa con il giardino colmo di aranci rigogliosi. Accanto abitano gli Jankowitsch, una famiglia di ebrei polacchi. Tra differenze e pregiudizi, la convivenza è possibile.
Poi arriva il 1948. La guerra arabo-israeliana irrompe nelle loro vite e con la nascita dello Stato d’Israele il mondo che conoscevano si sgretola. Per gli Osman inizia l’odissea: prima a Beirut, in Libano, poi a Mersina, in Turchia, sempre in fuga. Vivono in case fatiscenti, senza diritti né patria. Piangono i loro morti, ma non lasciano che il dolore soffochi l’amore per la vita e la speranza.
Quasi settant’anni dopo, Joana Osman torna a Giaffa, in quella terra che oggi è Israele, seguendo le tracce di una storia che le appartiene, ma che non ha vissuto. Chi erano i suoi nonni? Che cosa sarebbe accaduto se non avessero lasciato la Palestina? Forse alcuni dei loro famigliari non sarebbero morti, ma forse suo padre non avrebbe mai raggiunto la Germania. E Joana non avrebbe potuto raccontare questa storia, intensa e struggente: la storia della sua famiglia, che è anche quella di tante altre, costrette, ieri come oggi, ad abbandonare la propria terra portando con sé memoria, dolore e il desiderio di tornare.